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Categoria: Materie prime

 

 

COSA SONO LE TERRE RARE?

 

Avrete sentito parlare o avrete letto in qualche articolo giornalistico di “terre rare”, ma cosa sono. Si tratta di un gruppo di minerali, 17 elementi, poco conosciuti ma alcuni di questi fondamentali in alcune produzioni industriali.

Il termine inglese rare earths (terre rare) fu coniato quando alcuni di questi minerali furono scoperti per la prima volta, venendo isolati dalla gadolinite, in una miniera svedese nel paesino di Ytterby, nel 1787.

Le ricerche proseguirono fino agli inizi del Novecento quando questo gruppo di minerali fu interamente scoperto e isolato.

I nomi di questi minerali sono i seguenti: cerio, disprosio, erbio, europio, gadolinio, itterbio, ittrio, lantanio, lutezio, neodimio, olmio, praseodimio, promezio, samario, scandio, terbio, tulio.

Sono nomi un po’ astrusi che magari raramente avrete sentito. Questi elementi hanno proprietà particolari, per esempio hanno un magnetismo che resiste anche alle alte temperature.

Alcuni di questi minerali vengono quindi utilizzati nell’industria elettronica, in quella informatica e ottica, nella produzione degli hard disk dei computer, oppure nei satelliti, nei laser, nei cellulari, nei motori ibridi, nelle macchine fotografiche digitali, nelle lampade fluorescenti, nei macchinari a raggi X, nelle fibre ottiche, negli armamenti computerizzati, ecc.

Le terre rare contrariamente a quel che farebbe credere il loro nome non sono in realtà così rare nella crosta terrestre, il problema è che sono molto difficili da isolare e da estrarre rispetto ad altri minerali e quindi i loro costi di produzione sono più elevati, si trovano a notevole profondità, non sono distribuite in maniera omogenea.

Oggigiorno uno dei paesi che ha i maggiori giacimenti conosciuti di terre rare è la Cina. Dal momento che, per esempio, uno di questi minerali, il disprosio, è fondamentale per la produzione di motori per veicoli ibridi, il fatto che i maggiori giacimenti sinora conosciuti siano localizzati in Cina dà di fatto ai cinesi un vantaggio competitivo rispetto ai suoi concorrenti commerciali.

Per questa ragione negli ultimi anni, in cui la richiesta di questi minerali è aumentata è cresciuta anche la ricerca di nuovi giacimenti.

Le terre rare presentano diversi problemi sia dal punto di vista ambientale che per quel che riguarda la salute dei minatori che debbono lavorare questi minerali.

Oggigiorno la Cina ha le maggiori riserve mondiali di terre rare, si calcola attorno al 40%, seguita dalla Russia con il 18% e dagli Stati Uniti con il 13%, l’Australia con il 5% e poi a seguire: India, Brasile, Vietnam. In realtà per varie ragioni il 90% della produzione (la produzione non i giacimenti) è concentrata in Cina. La Russia e i paesi minori pare non abbiano tecnologie adeguate per trattare questi elementi, gli Stati Uniti hanno ridotto la produzione per ragioni di natura ambientale per cui la Cina ha attualmente una posizione dominante nella produzione di questi minerali.

Questa situazione è abbastanza anomala, considerando l’importanza che le terre rare hanno in tutta una serie di produzioni tecnologiche e nel lungo termine potrebbe creare problemi di carattere sia economico che politico. I cinesi hanno di fatto il controllo sul 90% della produzione e quindi sono loro a fare il prezzo di quei prodotti.

Inoltre la disponibilità e la domanda dei diversi minerali è molto variabile, ce ne sono alcuni come il cerio, utilizzato nella produzione dell’acciaio, che sono abbastanza diffusi e la cui produzione eccede la domanda, altri come l’europio che invece sono molto rari e raggiunge prezzi di quasi 350 USD (dollari statunitensi) al kg. Ma ce ne sono anche di più costosi come il terbio che può arrivare a costare 600 USD al kg.

La Cina che è consapevole dell’importanza strategica di questi elementi ha negli ultimi anni ridotto le esportazioni facendo salire i prezzi e creando tensioni con paesi come il Giappone e gli Stati Uniti.

La questione delle terre rare è molto delicata perché ha forti implicazioni economiche ma anche di carattere politico e strategico militare considerando che questi elementi sono fondamentali nelle produzioni high tech ma anche nell’industria aerospaziale e probabilmente, anche se su questo tema poco si sa o meglio poco si fa trapelare, anche nell’industria degli armamenti soprattutto quelli tecnologicamente più sofisticati.